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Estesa tra il golfo di Salerno e Napoli, la costiera amalfitana ha il suo centro principale in Salerno. Da Salerno percorrendo la strada costiera, si raggiungono Vietri sul Mare (5 Km) e Atrani (17 Km). Da qui si devia per Ravello (7 Km) e, tornati sulla SS 163, si prosegue per Amalfi (9 Km) e Positano (17 Km). In prima mattinata, partendo da Salerno con l’auto dopo solo 5 Km, si raggiunge Vietri sul Mare. |
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Graziosa cittadina, domina la piccola valle di Bonea, alla base delle penisola sorrentina.
E’ centro agricolo, industriale e, con Marina di Vietri, località balneare.
E’ nota per l’artigianato della ceramica tuttora fiorente, che ebbe inizio nel Medioevo.
Fu antica città etrusca col nome Marcina, passando poi ai Sanniti, ai Lucani e ai Romani,
sotto i quali raggiunse notevole prosperità.
Distrutta dai vandali, risorse sotto i Longobardi e fu più volte insediata dai Saraceni. |
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La strada, scavata in alto alla roccia, prosegue imponendo un andatura lenta, che però consente di gustare l’incantevole scenario coistiero. Si incontra Cetara, stazione balneare e antico centro di pescatori situato in una conca dominata dal monte Falezio, e a Maiori, dove si trova la chiesa Santa Maria a Mare, caratterizzata dalla grande cupola a maioliche, eretta nel XII secolo e modificata varie volte. |
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Poi abbandonando la strada costiera si sale a Ravello. La cittadina, adagiata sulla sommità spianata di una collina, conserva complessi monumentali d’arte arabo-sicula di grande interesse. Da vedere la chiesa di San Giovanni del Toro, del XII secolo, con tre portali e lunette gotiche sulla facciata, tre absidi e la cupola ornate da archi intrecciati. Nell’interno si segnala il pulpito del XII secolo con decorazioni a mosaico, a rilievo, ad affresco e in maiolica. |
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Il duomo di San Pantaleone è di poco più antico: fu eretto infatti alla fine del XI secolo. Alla sua destra si erge la torre trecentesca, da cui si accede alla villa Rufolo. Tipico esempio dello stile arabo-siculo, l’edificio risale al tardi Duecento; in particolare, nel giardino superiore della villa si possono ammirare numerose specie di piante esotiche. Merita una visita anche villa Cimbrone, costruzione singolare situata in un paesaggio di incomparabile bellezza: terrazze disposte a gradinata con agrumeti, uliveti e vigne fittamente punteggiati da case rurali, villette, alberghi, vasche e canali irrigui. |
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Tornati ad Atrani, si riprende il percorso costiero e si entra subito ad Amalfi, digradante verso il mare lungo un pendio al termine della valle dei Mulini. Ne furono fondatori alcuni naufraghi romani nel IV secolo d.C., ma pare che già dal periodo imperiale esistesse un centro abitato. Fu la prima repubblica marinara d’Italia, con moneta e leggi proprie, Le Tavole Amalfitana furono il primo codice marittimo rispettato in tutto il Mediterraneo. Amalfi si aggrappa alle ripide pareti della valle con erte scalinate, passaggi in roccia e sottoportici che offrono interessanti scorci. |
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Sintesi del pittoresco ambiente urbano è la magnifica cattedrale di Sant’Andrea, risalente al IX secolo ma riedificata all’inizio del Duecento in stile arabo-normanno e una seconda volta nel XVIII secolo. A lato della lunga scalinata della piazza si eleva il campanile eretto fra il XII e il XIII secolo. La ricchissima facciata, crollata nell’Ottocento, fu rifatta seconda le linee originarie ed è ornata in alto da un grande mosaico raffigurante Cristo. |
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Pregevole il portale centrale con la splendida porta bronzea e sbalzi d’argento, fusa intorno al 1066 a Costantinopoli. L’annesso chiostro del paradiso fu costruito in stile arabo nel tardo Duecento come cimitero dei nobili e conserva attualmente sarcofagi, bassorilievi e statue di epoca romana e medievale. Nella piazza del chiostro si trova la fontana di Sant’Andrea o del Popolo, di forme barocche. Il Museo Civico espone le famose Tavole Amalfitana, che regolavano i traffici commerciali marittimi, in una versione quattrocentesca. |
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Oltre Amalfi la strada corre a poche decine di metri sul livello del mare, seguendo le rientranze e le sporgenze del rilievo, alla cui base si estendono i paesi di Vettica, conca dei Marmi e Praiano. Quest’ultimo è un pittoresco borgo di pescatori su un rilievo tra il monte Sant’Angelo a tre Pizzi e il capo Sottile. Con gli altri due villaggi citati è stazione di turismo balneare e di soggiorno. Lungo la strada si aprono numerose grotte ricche di stalattiti e spesso utilizzate per il ricovero delle barche. La più nota è la grotta dello Smeraldo, che oltre all’ordinario accesso da terra ha anche un’entrata subacquea, che le conferisce una straordinaria colorazione.Visitata la grotta dello Smeraldo, si percorre il tratto più selvaggio e dirupato della costiera. |
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Qui il fianco della montagna precipita sul mare ed è squarciato da gole profonde come quella del Furore.
Superato il capo Sottile, il paesaggio muta d’aspetto: i monti scoscesi, si ritraggono dapprima a formare un’arcuata
falciatura e poi si abbassano mostrando non più grotte rocciose ma superfici dolcemente ondulare. |
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